
Tino Kuban dà il via al suo progetto come viticoltore rilevando la tenuta di Bernard Van Berg a Meursault e chimandola “Les Jardin Vivants”. Lì gestisce 1,5 ha di vigneti con rese irrisorie, in parte piantati su tutori (echalas, come Leroy, tanto per fare un nome a caso). Le rese si mantengono al di sotto dei 10hl/ha e il carico per ceppo non supera i 4 grappoli. La raccolta viene effettuata nel fresco del mattino, in più passaggi (fino a 4) per raccogliere solo gli acini alla loro maturazione ottimale e poter fare una selezione maniacale. In cantina vinifica nel modo più naturale possibile. Pressa verticale senza pompa, tutto avviene per gravità e senza travasi. Grappoli interi e botti Stockinger nuove.
Tino, oggi da molti, è considerato una delle più importanti e belle novità del panorama Borgognone. La produzione è microscopica per quel che riguarda i vini del Domaine, mentre per quelli negoce abbiamo sicuramente qualche bottiglia in più.
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